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I Burattini ed i
Personaggi
Cosa sono i burattini
tradizionali? Sono burattini a guanto mossi
dal basso verso l'alto. La mano del burattinaio
entra in un buratto di stoffa sotto il vestito, il
quale è composto in questa maniera: si hanno due
strati di stoffe. Il primo, quello interno, è
il buratto di stoffa rigida (canapa) con le
cuciture verso l'esterno. E' un guanto che si fa
sulla misura della mano del burattinaio. A questo
guanto detto buratto, si inchioda la testa di
legno e le mani di legno. In fondo, dove si infila
la mano, nella parte dietro rispetto alla faccia
del burattino, si cuce un gancio o un anello per
appenderlo a testa in giù all'asse dei burattini,
la quale si trova all'interno della baracca,
all'altezza della cintura del burattinaio, sotto
la ribalta (proscenio della baracca). Si
infilano l'indice nella testa, il pollice in un
braccio e le altre tre dita nell'altro.
In
altri paesi si utilizza una diversa tecnica di
manipolazione: in Spagna ad esempio, l'indice e il
medio si infilano nella testa, il pollice in un
braccio e l'anulare e il mignolo
nell'altro.
La mano del burattinaio diventa
il corpo, il sangue e l'ossatura del burattino. E
a seconda di come viene mossa, corrisponde un
movimento del burattino. E' chiaro quindi che il
buratto non deve essere troppo largo rispetto alla
mano, altrimenti non si ottengono accurati
movimenti del burattino.
Il vestito,
invece, è uno stoffa *finta* che non serve per il
movimento ma serve per identificare l'appartenenza
del personaggio ad una determinata classe sociale.
Solitamente divisa in popolani, contadini,
borghesi, ecclesiastici, nobili, re ed
imperatori.
I burattini generici (gendarmi,
briganti, bambini/e, vecchie, ecc.), a differenza
delle maschere (gli Zanni: Brighella, Arlecchino,
Pantalone, Balanzone, Pulcinella, etc.) e delle
maschere regionali (i personaggi rappresentativi
delle diverse città italiane nati senza la
maschera perché ideati da burattinai e
marionettisti durante il periodo napoleonico, dove
era vietato l'uso della maschera perché sotto di
essa poteva celarsi un nemico o un ricercato
(vedi: Fagiolino, Sganapino e Flemma (Bologna),
Sandrone, Pulonia, Sgorghiguelo (Modena),
Scunzamnestra, (Ferrara), Gerolamo, diventato poi
Gianduia (Torino) perché il nome Gerolamo era
quello del fratello di Napoleone; Meneghino,
Famiola figlio di Gerolamo (Milano); Stenterello
(Firenze); Gioppino, la moglie Margì, Bartolo il
padre e Maria Scatolera la madre, tutti coi tre
gozzi (Bergamo); e l'ultima in ordine cronologico,
creata da Italo Ferrari intorno al 1915 a Parma,
Bargnocla, con l'osso del prosciutto come corno
(da qui il nome: Bargnocla= grande bernoccolo),
hanno un vestito intercambiabile, che viene
spillato (fissato con uno spillo) al buratto,
mentre gli Zanni e le maschere regionali lo hanno
il vestito cucito al
buratto.
L'etimologia del termine
*burattino* deriva da *Buratto (burazzo
in bolognese = strofinaccio)* che era una stoffa
di canapa che serviva per setacciare le granaglie
quando si mischiavano sull'aia dove erano messe ad
essiccare. La canapa veniva macerata nei
maceri, filandola e sbiancandola al sole. Con
questa stoffa si facevano anche i vestiti, le
corde delle navi e i tiri dei teatri, comprese le
stoffe dei burattini. Quando si mischiava il
mais e il chicco di grano o riso utilizzando
questi setacci con la stoffa a trama larga, cadeva
il chicco piccolo e rimaneva nel setaccio il
chicco grosso. Altra derivazione del nome
burattino proviene da burro: da imburattare,
buratto, burattino. Per fare il burro e i
formaggi, si separa la caseina dal siero,
utilizzando il burazzo, stoffa a trama larga di
canapa. E' chiaro in definitiva che lo
strumento burattino, in antichità, cioè, il
divertimento dei poveri, è nelle campagne durante
le lunghe e fredde notti dell'inverno, quando in
campagna non c'era più *nulla da fare*, i
contadini intagliavano nei ciocchi di legno le
teste e le mani, le moglie cucivano i vestiti e
tirando una corda tra una colonna e l'altra della
stalla, facevano i burattini per il proprio
contado. La stalla è quindi, in Emilia, anche il
luogo dove si fa filò, cioè il luogo più caldo
dove si chiacchierava e dove si
filava.
Personaggi in ordine
alfabetico
Apollonia La
Pulonia (Appollonia) è un attrice secondaria nella
famiglia burattinesca e si suppone la moglie di
Sandrone, è una contadina attempata, dubbiosa,
timida e assai rispettosa.
Arlecchino Nasce
a Bergamo bassa. E' un servo sciocco, balordo,
sboccato, scansafatiche, canzonato e
bastonato. E' il secondo zanni. L'abito bianco
privo del mantello , forse impegnato, viene
rattoppato ripetutamente con toppe di vario colore
per diventare tutto una toppa.Porta una maschera
nera e un copricapo di feltro con una falda lungo
tutto il perimetro circolare.
Brighella Nasce a Bergamo
alta. E' il servo furbo.Fu il primo zanni con il
vestito bianco con fregi verdi.Porta una maschera
nera e un copricapo come quello dei cuochi ma
più basso e con fregi sempre verdi.Infatti spesso
è il cuoco nella casa del Dottor
Balanzone.
Diavolo Caratteristica
sono le corna sulla fronte e delle mani più o meno
sviluppate con falangi mancanti o in soprannumero
di varia forma spesso con lunghe inghie appuntite.
Il vestito può essere rosso con mantello ma anche
verde. L'espressione terrificante spesso è
accentuata da denti sporgenti e da orecchie
appuntite o deformi. Alcuni diavoli potevano
emettere del fumo dalle orecchie e dalla
bocca.
Dottor
Balanzone Il Dottor Balanzone (o
Balanzone). La maschera prima di denominarla col
nome di Balanzone ebbe denominazioni varie: Dott.
dei Violoni , Dott. Forbrone e con altri nomi non
meno caricaturali: Graziano delle Cotiche,
Bombardo, Scatlon, Graziano Scarpazon e Campanari.
In Francia la popolarità della maschera bolognese
non fu inferiore a quella goduta in patria
assumendo altri nomi. Come per altre figure della
commedia dell'arte anche il Dottore disputa
l'origine del suo nome: Balanzone o Ballanzone
troverebbe la sua giustificazione etimologica
riferendosi alle balle (Frottole) che il Dottore
sparge a piene mani. Ma il Menarini ci fa
osservare che la parola popolare "Balla" oltre che
essere di data più recente dell'epoca del
personaggio, significa anzitutto frottola , bugia
mentre il Dottore è pomposo, balordamente
seccante, dispensatore di sproloqui senza fine, ma
non bugiardo. Così conclude l'eminente
linguista:<Appare più probabile ricercare la
spiegazione nella bolognese "Balanza" (Bilancia)
simbolo della giustizia di cui Balanzone dottore
in legge si vanta di essere rappresentante. A
Bologna nei secoli rinascimentali e barocchi i
cittadini laureati in giurisprudenza, nelle
scienze mediche e matematiche erano tali e tanti
da non avere possibilità alcuna di occupazione,
costretti a girondolare nei luoghi pubblici per
ammazzare la noia e farsi credere pienamente
affaccendati. Tutto ciò spiega la propensione del
popolo di beffarsi di questi inutili popolani
tanto da suscitare interpretazioni
caricaturali. L'abito che il Dottore indossa è
l'antico costume dell'Università della curia di
Bologna e la singolare maschera che gli copre la
fronte e il naso è stata immaginata in conseguenza
ad una macchia di vino che deformava il volto di
un giureconsulto di quei tempi. Il Balanzone dei
burattini non si differenzia molto da quello
classico della commedia dell'arte.Fu forse
possibile che la maschera conservasse il carattere
e la fisionomia trasmesse da attore ad attore, da
burattinaio a burattinaio bolognese, quale geloso
patrimonio di arte comica e di folclore
dialettale. Il Balanzone dei burattini è
vestito completamente di nero, di bianco non ha
che il collarino, i polsini e un gran fazzoletto
affidato alla cintura. Porta il cappello alla Don
Basilio e il mantello. Gli copre il volto
sanguigno di baffuto e ben portante sessantenne,
soltanto una mezza maschera nera per la fronte e
per il naso. Balanzone occupa sempre la parte
destra del boccascena, l'altra è riservata a
Fagiolino. Nel gioco delle commedie burattinesche
Balanzone è ancora oggetto e vittima dei lazzi dei
servi e delle belle le quali, nonostante l'età gli
eccitano l'immaginazione, ma molto più spesso esso
assume le parti del responsabile e giudizioso
riscattando così a distanza di un paio di secoli,
per ironia della sorte, in virtù della testa di
legno la grottesca forma ereditata dai suoi
antenati.
Fagiolino Fagiolino
Fanfani insieme con Sganapino è l'interprete
principale della commedia infatti, a differenza
delle altre maschere, è minore di peso e permette
al burattinaio di poter sostenere più facilmente
il burattino per tutto il tempo della commedia.
Fagiolino è una figura molto caratteristica, è la
gioia di vivere in carne e spirito, la monelleria
piena di salute. Sempre rubicondo sotto quella sua
calda berretta che non si toglierebbe mai dal
capo. Non sogna che due cose: Buone tagliatelle e
giustizia per tutti. Il resto è scherzo, pretesto
per dire parole grosse e paroline tenere quali
sono nel dialetto bolognese. Bologna può mutare,
cambiare quanto vuole, Fagiolino resta sempre lo
stesso,è un ottimista che non invecchia. La
maschera prediletta, il beniamino del pubblico
bolognese, Fagiolino rappresenta la forza semplice
che si ribella al presente e all'ingiusto. E' il
piccolo che abbatte il grande, è il piccolo che si
trova sempre in tutti i luoghi dove c'è un
innocente da difendere e un brigante da
bastonare. Fagiolino ride sempre, mette in
burla ogni cosa, tutti i salmi finiscono in gloria
e tutte le questioni in bastonate. Col suo nodoso
bastone che lo accompagna sempre percuote dottori
e villani, imperatori e facchini, Fagiolino è
l'eroe della piazza, il birichino bolognese. Si
ricerca se l'ideatore di Fagiolino, nato senza
dubbio a Bologna, plasmò la sua figura scenica dai
caratteri che oggi lo rendono così fresco e
vitale. Spesso affamato ed ingordo, spesso intento
a lamentare la fame e lo stomaco vuoto, ad
esaltare il profumo stuzzicante delle vivande. Pur
essendo del tutto ignorante, brilla di una
vivacità intelligente e di una prontezza di motti,
di risposte, di espedienti tutta bolognese che gli
offre possibilita' di sopravvento, anche quando,
per qualche sua marachella scoperta
all'improvviso, riesce a mantenersi a galla per la
sua estrema abilità. Questa caratteristica è forse
il più schietto contrassegno del suo carattere,
qui nasce la calda simpatia che lo circonda e lo
sostiene. L'origine di Fagiolino è come quella
di tutte le maschere, di difficile individuazione.
Il suo creatore può essere stato un altro o
perfino avergli dato una fisionomia diversa.
Alcuni vorrebbero farlo discendere da Fagiolino da
Bertoldo, il personaggio di Cesare Croce. Anche se
dalle sue espressioni popolari emergono elementi
comuni abbastanza evidenti, nulla documenta che
Bertoldo sia padre di Fagiolino. Anche nel '500 e
'600 sicuramente vi erano figure somiglianti a
Fagiolino. Questa maschera trova la sua
caratterizzazione rispondente in qualche modo al
birichino bolognese del secolo XVIII. Fagiolino
conobbe la fama grazie al burattinaio Cavallazzi
che teneva un teatrino di "teste di legno" in via
del Pratello a Bologna e molti lo consideraano il
creatore di Fagiolino. La popolarità di Fagiolino
si andò accentuando in seguito quando Angelo
Cuccoli molti anni più tardi ebbe modo di meglio
puntualizzarlo. Fagiolino porta sui capelli
neri una specie di berretto da notte di colore
bianco con fiocco (Il berretto del popolino
settecentesco) che agita continuamente durante
l'azione, ha un volto sveglio e rubicondo e un
grosso neo nella guancia destra. Indossa un
modesto giubbotto e un panciotto generalmente
filettato. Fagiolino occupa sempre, durante
l'azione, l'estremità destra del boccascena, la
sinistra è riservata a Sganapino. Sull'origine
etimologica si sono prospettate parecchie ipotesi:
Il seicentesco Fagiolino doveva probabilmente
essere minuscolo da assomigliare ad un fagiolo, si
pensa che in seguito Fagiolino scritto con due " g
" diventi un nome diviso Faggio e Lino dalla
stoffa di cui è fatto il berretto, e il tipo di
legno usato per scolpire la testa.
Filippa Anziana
che è la sorella del Dottor Balanzone.
Flemma Creato
da Angelo Cuccoli, unitamente a Fagiolino e
Sganapino, completa la gamma tipologica del
monello bolognese, intervenendo col carattere
dello sciocco, petulante, querolo, babbeo,
piagnucoloso e diffidente. Flemma ha la faccia
allampanata e sdentata, porta un alto berretto,
specie di grossa busta, giacca grigia e calzoni
chiari, sostiene modeste parti di fianco. Ai
compagni che si burlano di lui, risponde scandendo
le parole con un' intonazione fioca, monotona e
nasale.
Generici Personaggi
che possono ricoprire vari ruoli come:
giudice, innamorato/a, brigante, cavaliere.
Vedere didascalia fine elenco.
Isabella La compagna
di Fagiolino che porta un nome antico come
origine, ma anche come presenza teatrale. Nome di
regina e nome di personaggi raffinati, è stato
scelto per la moglie del più modesto e furbo
personaggio del teatrino probabilmente perchè si
prestava meglio di ogni altro allo scherzo della
storpiatura in "Brisabella" che significa "bella
per niente". Di questo personaggio se ne fà doppio
uso nel senso che può comparire con abiti eleganti
ottocenteschi oppure in abiti semplici vivacizzati
dal caratteristico grembiale delle casalinghe
dette "azdoure" (reggitrici della casa).
Morte Di solito
rappresentata da un teschio più o meno
particolareggiato nelle sue parti.Indossa un
vestito nero con evidenziato uno scheletro e
anche spesso un mantello nero.
Narciso Celebre
personaggio della tradizione popolare
bolognese. Indossa un vestito colorato con un
ampio copricapo di fattura seicentesca. Suona un
antico strumento , la ghironda che era utilizzata
anche nelle chiese ma poi venne sostituita
dagli organi. Veniva utilizzata ,quindi, dai non
vedenti e dai poveri sciancati e veniva detta
viola da orbo o stampella anche perchè
semplificata nella forma e meccanismo.Di piccole
dimensioni adatta ad un solo esecutore.Strumento
musicale a corda e frizione. Una ruota girevole al
suo interno e fatta ruotare con un manico esterno,
sfrega le corde,e una serie di assicelle per la
tastatura sostituiscono le dita nel compito di
premere le corde. Personaggio che critica i
ricchi in maniera impertinente.E' la voce dei
poveri e degli offesi e fornisce nuove notizie sui
fatti e misfatti di ciò che accade.
Pantalone L'origine
del nome è attribuita a San Pantaleone o
Piantaleone,ricordo dell'uso veneziano di erigere
il leone di San Marco nelle terre acquisite oppure
dai lunghi pantaloni che indossava nel '600. E'
un mercante spesso ricco, da principio chiamato il
Magnifico e in seguito definitivamente Dei
Bisognosi. La sua figura è tutta spigoli: naso
adunco,barba aguzza e porta una maschera color
cuoio.Un vecchio avaro,brontolone,gretto,nemico
dei giovani e alle volte innamorato ridicolo e
beffato. Indossa un vestito rosso violaceo di
velluto con copricapo morbido dello stesso
tessuto.
Pulcinella Nome
antico da piccolo pulcino. Uno scansafatiche
che pensa al cibo, truffatore, ladro, ubriacone.
Si lascia bastonare e prende le vita con
filosofia.Indossa un vestito bianco con berretto
morbido che cade all'indietro dello stesso
tessuto.
Rosaura Giovane sempre
molto elegante figlia del Dottor Balanzone.
Sandrone Sandrone,
maschera del Ducato di Modena, rappresenta il tipo
di contadino abbastanza agiato che viveva nel
secolo XVIII°, il suo nome è Alessandro e più
brevemente Sandrone, il quale per essere stato
alunno alla scuola del curato e per aver letto
pochi libri che gli erano capitati tra le mani,
era montato in superbia. In breve tempo Sandrone
passò dallo spettacolo della commedia al casotto
dei burattini festeggiato ed applaudito non solo
dal popolo ma anche dalle persone colte ed
istruite che affluivano numerosi a deliziarsi
delle sue spiritose castronerie. Sandrone porta un
berretto da notte simile a quello di Fagiolino, di
lana rossa o a righe bianche e rosse, che copre i
capelli grigi. Indossa una giubba scura e un
panciotto a pallini, nonostante l'età è di aspetto
ben portante con un faccione bitorzoluto e
colorito perchè sostenuto dal vino rosso. La
maschera rappresenta sia il contadino ignorante,
ma anche la furberia e il buon
senso.
Sganapino Per
Sganapino Posapiano Magnazza non c'è molto da
affaticarsi nella fantasia nel ricercare le
origini. Il suo autore fu un ottimo comico
dialettale, Augusto Galli il quale ebbe in vita la
soddisfazione di vedere affermarsi la sua
creatura, che fece apparire alla ribalta del
casotto di Cuccoli nel lontano 1877. Infatti
Sganapino ottenne una tale fortuna nel mondo dei
burattini che in alcuni periodi sembrò avesse ad
insidiare perfino il primato allo stesso
Fagiolino. Anche l'etimologia del nome non
presenta molte difficoltà. "Sganapar" in bolognese
significa mangiare a quattro palmenti. Perchè
Sganapino venne al mondo? Cuccoli aveva creato due
anni prima Flemma (Personaggio adatto alle sole
parti di fianco). In questi frangenti il bravo
Galli, che pescata una vecchia testa che aveva un
naso di eccezionale dimensioni, portò alla ribalta
un nuovo burattino. Su questo viso ridente e
colorito impose un copricapo a tronco di cono o
meglio a forma di tino rovesciato, munito di una
grande visiera, copricapo che si differenziava
decisamente dal berretto di Fagiolino e dal
berretto a busta di Flemma. Anche la capigliatura
castano-rosso, era motivo di contrasto con quella
nerissima di Fagiolino. Sganapino indossa una
giubbetta a coda di rondine di stoffa a quadretti
bianchi e neri, si esprime con una vocetta a
farsetto, alla quale intermezza risatine
argentine, giochi di voci e frasi in italiano
piene di spropositi. Il carattere di Sganapino è
un misto di ingenuità e di furberia, pronto ad
avanzare dubbi alle cose insensate, poichè quella
malizia che nel fondo possiede, generalmente lo
salva. La scopa che porta sempre con se sembra
indicare il limite di ogni controversia.
Sgorghigolo Bambino
monello figlio di Sandrone e Apollonia che spesso
finisce nei guai per la sua ingenuità.
Vecchia Costituiva
una vera e propria maschera della commedia
dell'arte, la cui irriverenza verso la vecchiaia
si manifestava attraverso gli insistenti scherni
degli Zanni (personaggi della commedia dell'
arte). La sua origine si lega alla remotissima
usanza di segare la vecchia e bruciarla nella
piazza, vittima della sua mala condotta. La
festa della vecchia avveniva il quarto giovedì
dopo le ceneri. L'allegro trattenimento aveva
luogo verso sera nelle strade e nelle case o la
domenica successiva, nelle osterie si bruciavano
fantocci in sembianze di vecchie. Spesso è
utilizzata anche per rappresentare la Strega e la
Befana.
Personaggi
Generici Re e
Regina Principessa Giudice Brigante Fumatore Cavallo Pappagallo
Galleria
Fotografica
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